Uno studio internazionale pubblicato su Science dimostra che le forze meccaniche generate dal battito cardiaco possono contribuire a rallentare la crescita dei tumori nel tessuto del cuore.
Il lavoro, coordinato dall’Università degli Studi di Trieste in collaborazione con International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology e il Centro Cardiologico Monzino IRCCS, ha coinvolto un ampio network di istituzioni europee, integrando competenze sperimentali, cliniche e computazionali.
Lo studio, intitolato Mechanical load inhibits tumor growth in mouse and human hearts, parte da un’osservazione nota ma ancora poco compresa: il cuore sviluppa tumori molto raramente. I ricercatori hanno quindi indagato il ruolo delle forze meccaniche – contrazione, pressione e deformazione – nel modulare il comportamento delle cellule tumorali.
I risultati mostrano che il carico meccanico generato dal battito cardiaco agisce come un freno naturale alla proliferazione tumorale: quando questo stimolo viene ridotto, le cellule tumorali tendono a crescere più rapidamente.
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il fatto che queste forze non agiscono solo a livello superficiale, ma influenzano anche i meccanismi interni delle cellule, collegando la dimensione fisica dell’ambiente cellulare alla regolazione biologica della crescita tumorale.
Il lavoro mette inoltre in relazione i risultati ottenuti in modelli sperimentali con osservazioni cliniche su metastasi cardiache umane, rafforzando la solidità dei risultati.
Tra i coautori dello studio figura anche Laura Andolfi del CNR-Istituto Officina dei Materiali (IOM), a testimonianza del contributo dell’Istituto a ricerche interdisciplinari che integrano fisica, biologia e medicina.
Lo studio apre nuove prospettive di ricerca, suggerendo che le forze meccaniche possano rappresentare in futuro una possibile leva per lo sviluppo di strategie innovative in ambito oncologico.